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Il petrolio e la corsa al rialzo
 Noi italiani ci lamientiamo per il costo esorbitante che la benzina ha nel nostro mercato, con le accise ereditate dal periodo postbellico e con i governi che non sono in grado di tamponare i rialzi sempre piu' incalzanti imposti dalle compagnie petrolifere. Se pero' osserviamo il grafico, ci rendiamo conto di essere nella mischia, e non i piu' sfigati! Possiamo ritenerci piu' fortunati di paesi che hanno economie piu' forti e consolidate come l'Olanda o la Germania! Ma attenzione! Il grafico parla chiaro ma non mette in relazione il compenso medio recepito dal cittadino con i costi del petrolio che, ahime', oggi rappresenta il vero motore dell'economia. Se si elabora infatti un grafico trasversale, si deduce che a pagare il prezzo piu' alto e' il cittadino italiano. Questo perche' da tempo la nostra e' una economia saldamente legata al consumo sfrenato degli idrocarburi, di corte vedute, che non ha saputo ne' voluto apprendere dalla crisi petrolifera del '73 e dalle cause scatenanti. Il mercato italiano e' forse il piu' liberale d'Europa. Si e' passati dal controllo totale dei prezzi alla liberalizzazione selvaggia. Le grandi societa' petrolifere, come altre multinazionali, hanno fatto la parte del leone ed ora impongono il proprio dominio. Vi invito a dare un'altra occhiata al grafico. Vi spiegate il perche' del costo tanto elevato del gasolio rispetto a quello della benzina? Ci risiamo... abbiamo avuto governi che non si sono immischiati in materia economica energetica, che non hanno preso posizione per salvaguardare il cittadino perche' contrari a prendere misure antipopolari e non tanto in voga. E le compagnie ci hanno sguazzato. Aumenta la richiesta del gasolio (il perche' sta da cercarlo nella Fiat e nell'influenza statale in tale settore...) e di conseguenza aumenta il costo. Ma come mai in Europa il prezzo non e' variato in modo uniforme? Semplicemnete perche' in altri paesi membri lo Stato detiene ancora il potere sul mercato, come avviene in Spagna dove Madrid controlla il 70% del mercato energetico. Il risultato e' che la Spagna e' ora piu' preparata ad assorbire l'ondata di recessione d'oltroceano. Il mercato energetico spagnolo infatti, ha tardato la completa liberalizzazione del settore in attesa che sia scongiurato lo spettro della recessione. Un controllo di tal genere contiene i costi di getione dell'industria e infonde ancor oggi fiducia nel futuro.
Arriva l'onda... teniamoci saldi ai pilastri delle nostre case!!!
Inserito il 23 Apr 2008
25.000 posti di lavoro nei prossimi 20 anni
 Gli ultimi studi di settore parlano chiaro: il settore energetico rinnovabile e' il campo in cui bisogna investire e non tardare nel riprodurre realta' economiche gia' affermate a livello mondiale e "ospitate" sul territorio nazionale gia' da tempo. Mentre la globalizzazione impazza e devasta i settori agro-industriali...
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Inserito il 18 Mar 2008
Riciclaggio e catena di valorizzazione del rifiuto
Il fine giustifica i mezzi e se il fine e' la valorizzazione del rifiuto in discarica e i mezzi sono impianti troppo costosi e dall'alto consumo energetico allora tanto vale che il rifiuto venga conferito a discarica... Siamo alle solite.
Voglio raccontare cosa se ne puo' fare del rifiuto che viene raccolto e spedito in discarica per essere accatastato cosi' com'e'. La tecnologia permette di trattare il rifiuto e selezionarlo, quindi riutilizzarlo in varie forme e settori produttivi. Descrivo di seguito un ciclo ideale di valorizzaizone, individuando, volta per volta, ingresso ed uscita.
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Inserito il 21 Feb 2008
Raccolta differenziata - Il ciclo integrato e l'importanza della frazione umida
 Molti di voi si saranno chiesti che fine fa la frazione umida nella catena di valorizzazione del rifiuto solido urbano. Beh, ve lo racconto.
Mentre il vetro, il legno, la plastica e l'alluminio seguono catene di ricilaggio con tecniche arcinote ai piu', la parte umida del rifiuto, detta anche organica, viene avviata ad un processo piu' complicato, di tipo biochimico da cui si ottiene il compost. Il compost, prodotto negli impianti di compostaggio, puo' essere di alta qualita' se viene prodotto trattando solo la frazione umida derivante dalla raccolta differenziata, o derivato da selezione dell'RSU. Quest'ultimo generalmente, a meno di specifiche autorizzazioni, non puo' essere utilizzato come ammendante (fertilizzante) perche' ricco di metalli pesanti e materiale grossolano come vetro e plastica, che sfugge ai passaggi di vagliatura (selezione) nella catena di processo del compostaggio. Il compost derivato da RSU infatti, e' il risultato della biossidazione della parte organica selezionata negli impianti di trattamento del rifiuto indifferenziato... mi rendo conto solo ora che la carne al fuoco e' davvero tanta, vero? Cerchero' di essere sintetico e di focalizzarmi sull'obiettivo di questo intervento: ma che ce ne facciamo del compost?
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Inserito il 12 Feb 2008
CO2: l'Italia come la Cina
Dalla conferenza ONU di Bali emergono scenari sconfortanti. Solo 2 °C in più e la situazione del pianeta sarà davvero irrecuperabile! E mentre tutto si riscalda l'Italia aumenta le emissioni di CO2 legate soprattutto all'uso di carbone nelle centrali termoelettriche. Siamo alle solite: passiamo dal peggio al leggermente meno peggio... e tutto agli occhi impietriti della comunità europea che pur vedendoci forti sostenitori degli obiettivi di Kyoto, continuiamo a non porre rimedi radicali alla situazione energetica nazionale... Continua...
Inserito il 13 Dec 2007
Sviluppo e promozione delle fonti energetiche rinnovabili in Italia: Quadro normativo
Per quanto riguarda la promozione delle fonti
energetiche rinnovabili e l’efficienza energetica a partire dal 2000,
l’Unione Europea ha proposto un considerevole numero di strumenti
legali. Fra i provvedimenti di diretto interesse per il settore delle
biomasse è opportuno menzionare:
- Direttiva 2003/30/CE per la promozione dei biocombustibili;
- Direttiva 2001/77/CE per la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili;
- Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici;
- Direttiva 2004/8/CE per la promozione della cogenerazione
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Inserito il 21 Oct 2007
Clima, accordo al vertice Ue: entro il 2020 il 20% dell'energia sarà da fonti rinnovabili
Finalmente una grande notizia! Ora il nostro caro stivale ha il muro alle spalle e non può più nascondersi dietro nessuna presunta scusa o potenzialità! Anche noi dovremo rispettare l'accordo preso oggi dai 27 capi di Stato facenti parte della Unione Europea: 20% (dal 7% attuale)... CONTINUA!
Inserito il 09 Mar 2007
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1) Centrale a Biomassa
2) Centrale di Pompaggio
3) Ciclo combinato
4) Centrale Eolica
5) Centrale Fotovoltaica
6) Gassificazione
7) Centrale idroelettrica
8) Inceneritore
9) Centrale Nucleare
10) Centrale Termica
11) Centrale Termosolare
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