Centrali a carbone e centrali a CDR (combustibile derivato dal rifiuto)
È inutile nascondere la oggettiva difficoltà che ancora oggi gli impianti di termovalorizzazione trovano ad ottenere quel minimo di consenso, od almeno di accettabilità da parte della popolazione limitrofa all’insediamento, che renda effettivamente percorribile un’iniziativa di questo tipo.
A questo riguardo giocano fattori e considerazioni diversi, tra i quali vi sono certamente aspetti di natura psicologica ma anche parametri oggettivi, quali una corretta localizzazione degli impianti e un’attenta azione di monitoraggio e controllo dell’efficienza operativa degli impianti.
La Comunità Europea ha sancito limiti molto precisi e severi che normano l’esercizio degli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti (Direttiva 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 Dicembre 2000 sull’incenerimento dei rifiuti, successiva alla normativa italiana DM Ambiente 19/11/1997 n°503 i cui contenuti sono stati trascritti nel D.lgs 152/2006, Testo unico ambientale). In generale la tendenza odierna è quella di progettare impianti in grado di assicurare performance in termini di emissioni in atmosfera sostanzialmente inferiori ai limiti di legge, con il benefico effetto collaterale di assicurarsi un periodo di tempo relativamente lungo in termini di accettabilità dei livelli emissivi (certamente, col passare degli anni e la continua evoluzione tecnologica i limiti di emissione tenderanno a ridursi).
Nel caso specifico dei termovalorizzatori i limiti di legge sono comunque di per sè molto restrittivi. Sono stati compiuti interessanti studi al riguardo che hanno comparato l’inquinamento generato da un termovalorizzatore di rifiuti operante ai limiti di legge in rapporto ad una centrale termoelettrica che utilizzi combustibili fossili tradizionali (heavy oil, carbone, metano).
Tabella: emissioni massime previste per legge di un impianto di incenerimento rifiuti con recupero energetico e di una centrale termoelettrica
Inquinante
Inceneritore RU
Centrale termoelettrica
mg/Nm3
g/kWhe
mg/Nm3
g/kWhe
Polveri
10
0,09
50
0,13
SO2
100
0,9
400
1,08
NOx
200
1,8
200
0,54
CO
50
0,44
250
0,67
I fattori di emissione riportati nella tabella soprastante sono stati stimati in base ai limiti normativi (mg/Nm3), e pertanto vanno intesi come valori massimi. Per le centrali termoelettriche si è assunto un mix di combustibili impiegato per la produzione di energia in centrali termoelettriche (ENEL, rapporto ambientale 2000).
Dalla tabella si può notare come i limiti da incenerimento rifiuti siano sostanzialmente inferiori ai limiti richiesti ad una centrale classica. Non cambia molto, invece, se paragoniamo le emissioni rapportate all’energia elettrica prodotta, principalmente perché il rendimento di generazione di potenza è circa doppio per le centrali termoelettriche rispetto agli impianti di termovalorizzazione rifiuti.
Tuttavia è necessario ricordare che:
per le centrali termoelettriche le taglie d’impianto sono quasi sempre maggiori di 600 MW; nell’incenerimento rifiuti la taglia, essendo determinata dalla necessità di smaltimento rifiuti, è significativamente più bassa, quindi la taglia d’impianto di un termovalorizzazione implica emissioni quantitativamente molto ridotte rispetto a quelle di una qualsiasi centrale;
i valori relativi alle emissioni riportate in tabella sono (come già ricordato) i valori massimi stimati in base alla normativa, mentre da impianti esistenti si hanno dati di esercizio sostanzialmente migliori.
Se si pensa che la gran parte dell'energia elettrica prodotta sul territorio italiano deriva dalla combustione di combustibili fossili, le conclusioni sono alquanto ovvie. Ci si oppone con tanta enfasi ai termovalorizzatori e non ci si accorge di respirare aria pesante, satura di inquinanti riversati nell'aria durante gli anni passati. Il popolo italiano non riesce ancora a scorge la possibilità di ridurre i costi di produzione (per bruciare CDR si ricevono sovvenzioni e non si hanno spese legate al combustibile) e quindi i costi dell'energia. Una buona parte dell'energia elettrica utilizzata in Italia, infatti, è acquistata dalla Francia, ottenuta dalla fissione dell'uranio nelle centrali nucleari. Nonostante i bassi prezzi di produzione all'origine di tali centrali, l'energia elettrica, prima di giungere alla nostra presa, passa "nei cavi di diversi proprietari". Ciascun passaggio comporta costi aggiuntivi che non possono che gravare sulle tasche dei cittadini, anelli ultimi della catena. Dire NO ad un termovalorizzatore vuol dire legare il prezzo d'acquisto dell'energia al mercato europeo e vincolare la nostra economia a quella di un altro Paese impedendo ai governi di poter gestire inflazioni e crisi economiche giocando sul prezzo dell'energia elettrica. Distribuendo oculatamente i termovalorizzatori sul territorio, badando a conciliare domanda e offerta e vivibilità delle aree circostanti, si migliorano costi, benefici, impiego, qualità dell'aria, delle acque di falda, del suolo e quindi dei prodotti alimentari che giungono sulle nostre tavole.
Non possiamo essere ciechi e bigotti. Dobbiamo ragionare con il nostro groviglio di materia grigia senza che nessun politico possa influenzarci!
3 Commenti
Inserito il 04 Jan 2008 da Ing.Savino
by Ale @ 05 Jan 2008 08:47 pm
Ciao Francesco, volevo solo specificare, a scanzo di equivoci, che l'articolo da te scritto parla di termovalorizzare CDR e non rifiuto tal quale. Il CDR infatti (Combustibile derivato dai rifiuti) è ottenuto solo dopo un lungo processo di vagliatura, deferrizzaione e selezione. L'insieme di questi processi porta il nome di Bioessicazione e riduce il volume dei rifiuti del 30% circo. Le riduzioni sono anche legate a quanto è spinta la raccolta differenziata a monte del processo. Scusami la precisazione... Ciao!
by Domenico @ 10 Jan 2008 10:51 am
Vorrei ricordare a tutti che trattare i rifiuti tramite il processo di pirolisi permette di abbattere abbondantemente prodotti di combustione pericolosissimi come la diossina e i cugini furani. Da precisare che i gas e prodotti solidi della pirolisi, quando raggiungono lo stadio finale di combustione non sono assolutamente più inquinanti dei gasi prodotti dalla combustione diretta del rifiuto trattato. Non sono in possesso ora di dati di evidenza scientifica, ma è assolutamente facile comprendere come la pirolisi possa essere meno inquinante di un termovalorizzatore. I filtri del termovalorizzatore finiscono in discarica e quindi il problema continua a esistere in forma grave.
by Ing.Savino @ 11 Jan 2008 07:06 pm
@ Domenico
Hai completamente ragione sulla pericolosità dei rifiuti della combustione di un termovalorizzatore. Per quanto controllata e perfetta, una combustione di una sostanza tanto disomogenea in composizione, non può che produrre sostanze pericolose. In effetti è indispensabile INERTIZZARE sia le ceneri volanti che le scorie di combustione. L'inertizzazione infatti impedisce che tali rifiuti possano esplicare la propria capacità reattiva.
Grazie per l'intervento!
PS: la pirolisi costa di più della termovalorizzazione... in più i reattori pirolizzatori presenti sul mercato costano tantissimo... lascio a voi le conclusioni.
Benvenuti nella mia pagina web!
Ben arrivato!
Felice di avere una sua visita. Sono l'Ingegner Francesco Savino e questa è la mia pagina web. Tra le pagine di questo modesto progetto è riportato il mio Curriculum Vitae. Potrà leggerlo ed eventualmente scaricarlo. Se lo riterrà interessante, può contattarmi quando vuole!
Passo ad illustrare le origini di questa idea. Tempo fà ero lì, dietro una scrivania, come lei del resto, occupato ad inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende che mi passavano dinanzi... quando mi è venuta la voglia di pubblicarlo e di sperare che il ruolo si inverta, ovvero che non fossi io a cercare lavoro ma che fossero i datori di lavoro a scegliermi... cosa poco probabile, ma, per quello che costa (gratis!) ne vale la pena... poi, pian piano, l'idea che forse le mie esperienze potessero essere d'aiuto o di stimolo per altri... ed ecco l'idea di non limitarmi a scrivere di cosa sia capace, ma anche di come sono. Da quì l'idea del Blog che segue in basso alla pagina. Ottima guida psicologica per uno che deve scegliere tra tanta gente, non crede?
Il progetto è solo all'inizio. Non conosco nemmeno io la sua utilità... il tempo mi darà dei risultai, chissà!
Sta di fatto che un pò di gusto l'ho provato nel crearlo, data la mia forte passione informatica.
Ora la saluto e le auguro una buona permanenza. A presto!
1) Centrale a Biomassa
2) Centrale di Pompaggio
3) Ciclo combinato
4) Centrale Eolica 5) Centrale Fotovoltaica
6) Gassificazione
7) Centrale idroelettrica
8) Inceneritore
9) Centrale Nucleare
10) Centrale Termica
11) Centrale Termosolare
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