E'
notizia di qualche giorno fà la firma dell'intesa tra l'attuale governo, nelle vesti del ministro Pecoraro Scanio, con le Regioni di Puglia, Calabria e Lazio, per la realizzazione di centrali solari termodinamiche con potenza di 50 MWe. Con l'intesa si tenta di dare slancio ad una tecnologia che il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, ha ampiamente sperimentato in Spagna.
Il solare termico consiste nel convogliare i raggi solari in un punto preciso, il fuoco, laddove è posizionato un tubo nel quale si fa circolare un fluido, che generalmente è acqua demineralizzata. L'acqua si trasforma in vapore surriscaldato e, raggiunta la temperatura e la pressione di progetto, viene fatto espandere in una turbina il cui rotore è collegato ad un alternatore. Si trasforma così, l'energia meccanica in energia elettrica che può essere direttamente immessa in rete previo innalzamento di tensione a seconda del nodo di connessione più vicino.
Quali i problemi di questa tecnologia?
- Impianti siffatti hanno la necessità di essere alimentati con energia elettrica, necessaria a muovere i motori che provvedono alla rotazione degli specchi concavi, con l'obiettivo di "seguire il sole" e ottimizzare la trasformazione energetica durante le ore diurne.
- Per conservare l'efficienza di trasformazione è indispensabile garantire pulizia sulla superficie degli specchi.
- Infine, poichè alle nostre latitudini il grado d'insolazione e l'altezza del sole sull'orizzonte non sono costanti durante l'arco dell'anno, comportando un riduzione delle ore di funzionamento nella stagione invernale ed un aumento in quella estiva, le turbine utilizzate per trasformare l'energia cinetica del vapore surriscaldato in energia meccanica, saranno sottoposte a regimi di funzionamento troppo discontinui nel tempo, il ché induce un aumento dei tempi di manutenzione e quindi quelli di fermo centrale.
Con la tecnologia attualmente sul mercato, regimi di funzionamento efficienti e duraturi nel tempo, si registrano solo dove le condizioni climatiche lo permettono, ovvero, nell'Africa subsahariana e nelle zone equatoriali in generale.
E' vero, è possibile installare impianti con potenza di 50 MWe ma quante volte in un anno verrà raggiunto questo valore? E' vero anche che con il cambio climatico in atto siamo esposti a temperature sempre più alte e a modifiche sostanziali sull'alternanza delle stagioni... sarà che Rubbia sia troppo avanti??? (mi ricorda tanto quell'agente immobiliare spagnolo che vendeva le case in collina spacciandole come "imminenti case al mare"... che storia!!!)
Sta di fatto che, tra energia elettrica necessaria al funzionamento d'impianto, tempi ridotti di funzionamento e notevoli spese di manutenzione, iniziative del genere non sono percorribili economicamente.
Ma perchè non presentare la tecnologia come sperimentale e avviare seri filoni di studio dedicati per esportare poi la tecnologia all'estero? Si può sempre fare affidamento ai famosi meccanismi flessibili offerti gentilmente dal Protocollo di Kyoto che consentono di adempiere agli impegni presi in termini di riduzione di CO2, installando centrali ad emissione 0, in paesi non firmatari del protocollo!
La verità è che agendo in questa direzione non si potrebbe disporre di abbastanza denaro per l'investimento, viste le ristrettezze di cui gode la ricerca oggi in Italia... per cui è più facile presentarla come la tecnologia del futuro... ah! furbacchioni! Io non ci vedo tanto chiaro... voi?
E poi, dove sono finiti tutti gli scienziati italiani? Perchè non ascoltare anche altre campane prima di investire i nostri soldi?
Minacciano di "importare" imprenditori dall'estero... dalla Spagna... voglio conoscere il primo spagnolo che investe denaro su questa tecnologia in Italia! Chi è il pazzo? Come potrebbe farlo se in Spagna gli impianti esistenti sono solo sperimentali ed è noto a tutti che la tecnologia non può essere sfruttata sul territorio nazionale?
Ci sono un bel pò di risorse che la nostra Patria offre e che non siamo in grado di sfruttare, come lo è la biomassa.
Dovremmo concentrarci più su questa tecnologia e svilupparla et in grandi centrali di cogenerazione et puntualmente sul territorio, non tralasciando il solare termico e fotovoltaico.
Ricordo che la biomassa, tra le rinnovabili, è l'unica in grado di dare energia in modo costante anche durante la notte...
See you!