Non voglio rubare i diritti d'autore a nessuno ma non posso esimermi dal trascrivere il detto cosi' come è nato:
"Ca Crist ajut l artist, ca chidd d for s la vetn assul".
E' un detto pronunciato dalle labbra incazzate di un contadino con cui ho chiacchierato ultimamente.
Mentre in questi giorni tutti evidenziano i nostri bassi salari e l'alto livello di tassazione a cui siamo sottoposti, gli agricoltori iniziano ad abituarsi alla loro recessione, ormai iniziata da un pezzo. Il mondo la aspetta con ansia, tutti parlano della minaccia ma nessuno riesce a guardarsi intorno e a gridare la crisi che imperversa tacita, silenziosa, strisciante.
5 anni fa l'agricoltore viveva una vita fatta di piccole cose, umile ma di grande valore non solo etico ma soprattutto culturale. Oggi la gente vuole scappare da quelle casuccie disperse nel verde dei campi diventate trappole. La politica, i crack finanziari e societari impuniti e gli interesse dei singoli (
scaricate questo volantino e capirete di chi parlo) hanno condannato allo stillicidio economico l'unica parte della società che non ha mai smesso di lottare contro la globalizzazione e soprattutto contro i Cinesi: gli agricoltori.
Sono esausti, non possono arare i campi perche' il petrolio costa il doppio, non possono macellare un agnello perche' i costi al mattatoio sono maggiori del prezzo della carne al banco, non possono vendere i propri prodotti perche' la tassazione riduce i margini di guadagno, non possono usufruire a pieno di servizi primari come l'acqua potabile e l'energia elettrica perche' il prezzo si e' triplicato!
Non riescono a "campare", e con loro inizia a latitare un pezzo di nostra cultura, una fetta di prodotti sani e genuini, che lasciano il posto a pomodori e grano radioattivi, a scatolette cinesi, sostanze conservanti, colori e sapori artificiali.
I governi cambiano rapidamente e ciascuno emette una nuova legge. Nessuno capisce che l'agricoltura ha bisogno di piani ventennali, di sovvenzioni e aiuti che ora non piovono piu' come prima. I ministri che si sono susseguiti hanno badato a dividere equamente gli aiuti economici comunitari, ma non hanno saputo promuovere, con lo stesso denaro, campagne di informazione e promozione per accrescere tecnologia e contestualmente competizione con i mercati esteri allora emergenti, oggi dominanti. Si bada alla propria popolarita' e non al futuro del Paese, dei propri figli... siamo italiani, no?
E poi si ascoltano storie da paura, che sdegnano la gente comune: "la camorra paga profumatamente gli agricoltori consenzienti per far sotterrare rifiuti pericolosi nei propri terreni... la popolazione del Comune...
omissis... ha il più alto grado di mortalità per tumori...
omissis". Fanno ricordare qualcosa queste righe? Se sto morendo di fame e mi si presenta un uomo dal volto scuro, con un mazzo di soldoni in una mano e dell'acido nell'altra, io accetto, anche se dopo so che devo ingoiare l'acido! E' sempre la mia ultima opportunita', no?
La recessione incalza, prende piede nella nostra societa' ormai svuotata di valori ed entusiasmo. Siamo sempre piu' nelle mani del parastato, la mafia, e non possiamo fare a meno di scendere a patti con questa: qualcuno dovrà pure tutelare la nostra incolumita', i nostri risparmi, la nostra famiglia!
Non voglio essere pessimista ma in questi ultimi giorni mi e' sembrato che tutto stia diventando sempre più folle!