Buon dì a tutti, oggi vorrei affrontare un tema spinoso e dare una mia opinione in merito: l'incenerimento rifiuti. La speranza è quella che un'ulteriore punto di vista possa aiutare a definire e inquadrare meglio la situazione. Cercherò di non entrare molto nel merito specifico delle tecniche. Rimango a vostra completa disposizione per qualsiasi altra spiegazione più approfondita che giustifichi le mie affermazioni quì di seguito riportate. Bene bene, dopo aver fatto questa tediosa premessa, cominciamo. L'incenerimento rifiuti è una pratica che ha visto i suoi albori negli anni '60, quando si cominciò a pensare che forse, bruciando i rifiuti tal quali, si potesse, in un certo qual modo, chiudere la catena di produzione-uso-smaltimento dei prodotti e ottenere benefici energetici. L'energia ottenuta è quella contenuta ancora nel rifiuto, legata alla massa e alla sua composizione. Con il tempo però, la pratica ha perso le sue spinte evoluzionistiche iniziali... perchè? I fattori determinanti sono due.
Opinione pubblica e informazione: come ben sappiamo, coloro che manovrano i mass media trasmettono idee difficilmente confutabili se si è in minoranza. La tecnica della parola è ben più difficile da contrastare di quella pura, scientifica, legata alle trasformazioni del mondo. L'uomo, oltre ad essere carne, è molto "mente", per cui, colpirlo in questa parte dell'essere comporta successi elevati. A volte, d'altro canto, le spiegazioni tecniche sono difficili da intendere e dunque, ci si rassegna alla versione più semplice, più digeribile. Ma perchè questo accanimento contro tale tecnica? Da una parte sono da evidenziare aspetti legati alla sensibilità di ciascuno, alla visione dei pennacchi e al senso di inquinamento ad essi legato, gli odori dovuti alla vicinanza ai centri abitati ecc... dall'altro la bassa competitività economica dei primi impianti e dunque la diffusione di idee avverse all'ulteriore sviluppo di tale settore ad opera dei potenti... sempre loro insomma!
Tecnologie scarse e poco produttive: le prime tecnologie muovevano dal trattamento del rifiuto tal quale. Ne conseguivano problemi tecnologici enormi sui primi forni, dovuti all'intasamento delle bocchette di entrata dell'aria primaria e secondaria e dei sistemi di smaltimento scorie e ceneri, e emissioni incontrollate al camino con carichi inquinanti elevati, causati principalmente da combustioni incontrollate nel combustore. Al forno ci arrivava di tutto. Dai metalli al vetro all'umido ecc... possiamo solo immaginare i danni causati e i lunghi tempi di stop per manutenzione.
Soffermiamoci su questo aspetto, che più interessa, senza entrare nel dettaglio del primo sul quale ho solo dato una spolverata. Il potere calorifico (PCI) del materiale entrante dunque, era estremamente variabile e in camera di combustione si raggiungevano temperature estremamente variabili che certo non giovavano ai materiali refrattari del forno nè agli elementi metallici della caldaia a valle del combustore. Si preferì dunque, accatastare i rifiuti più che termovalorizzarli, lasciando aperto l'anello di produzione-uso-accatastamento dei prodotti che finivano nella spazzatura. Con il passar del tempo e l'emergere delle verità scientifiche legate alla pratica dell'accatastamento e al formarsi della coscienza ambientale dei responsabili, iniziò a diffondersi la notizia della pericolosità delle discariche a cielo aperto che liberavano e liberano enormi quantitativi di gas serra e favoriscono l'infiltrarsi del percolato in falda.
I danni fatti dalle discariche, li stiamo pagando tutt'oggi e li pagheranno anche i nostri figli. La qualità dell'acqua compromessa, gli odori, i microclimi stravolti, i gas (metano) liberati che colpiscono e distruggono la barriera dell'ozono alle radiazioni cancerogene che giungono dal sole... insomma, un gran disastro. Voglio che sappiate che oggi, solo il 40% delle discariche (e sono ottimista) è a norma di legge, ovvero prevede opere di raccolta del percolato e sistemi d'estrazione del biogas prodotto.
L'alternativa a questo scempio era la termovalorizzazione. Erano gli anni di maggiore sviluppo nel settore. Si pensò che, perchè tali impianti fossero remunerativi, bisognava trattare il rifiuto prima che arrivasse in camera di combustione. L'installazione di sistemi di selezione, triturazione e deferrizzazione a monte del forno di centrale, consentì di ottenere il CDR (combustibile derivato dai rifiuti), con PCI compreso tra 2500 kcal/kg e 3200 kcal/kg. Il cascame termico pressochè costante, entrante in camera di combustione, permise di mantenere le temperature interne quindi dominare il proceso di combustione e ridurre i tempi di fermata dell'impianto, raggiungendo rendimenti che oggi possono attestarsi intorno al 25% (valore ottimale con un sistema si trattamento fumi e recupero termico in linea, altamente efficace). E i problemi ambientali? Ci arrivo, con calma... bene, parallelamente a tali sviluppi, cominciarono ad emergere nuove tecnologie di controllo delle emissioni. Oggi giorno si hanno a disposizione tecnologie che possono ridurre anche di un quarto le emissioni, rispetto ai limiti imposti dalla comunità europea. Ricordo che la UE, in quanto aderente al protocollo di Kyoto, impone limiti altamente restrittivi. Portarsi al di sotto di questi limiti vuol dire dunque ridurre al minimo l'impatto sulla componente ARIA.
Se poi si realizza l'impianto in un punto in cui le ricadute al suolo sono lontane dai centri abitati, si riducono al minimo le possibilità d'incidenza sulla popolazione.
Purtroppo tale aspetto ha avuto risvolti differenti in Italia. Il CIP6 ha introdotto incentivi per l'incenerimento rifiuti che non sono necessari al sostentamento della centrale. Su una normale centrale, il combustibile incide più del 20%. In più gli inceneritori già godono di incentivi legati allo smaltimento rifiuti. I sovvenzionamenti CIP6 sono stati dunque inappriopriati, sia perchè il combustibile giunge in centrale gratis, sia perchè i rendimenti raggiungibili sono elevati e quindi gli introiti derivanti comunque forniscono valori di ROE positivi.
E', come sempre, una questione di soldi. Quanto più si spende tanto più si riducono gli impatti sull'ambiente e i rischi sulla popolazione e tanto più aumentano i rendimenti d'impianti. Gli incentivi all'incenerimento hanno traslato i criteri di progettazione, sempre legati a mantenere alti gli introiti del committente, verso minime spese, rispetto dei limiti tirato e elevate capacità di trattamento dei rifiuti. Non ha dunque stimolato la tecnologia in quanto ha conservato i rendimenti di generazione di energia elettrica e ridotto gli investimenti verso tecniche d'abbattimento inquinanti più efficienti. Legare gli incentivi alla capacità dell'impianto di ridurre al minimo gli impatti sulle componenti ambientali, sarebbe stato invece, un grande successo per l'Italia e per il made in Italy tecnologico.
Non sono daccordo con la pratica dell'incenerimento, poichè credo, sia una tappa obbligata successiva al raggiungimento di standard di raccolta differenziata adeguati. Con una raccolta differenziata più radicata si può giungere ad ottenedere CDR di qualità e riduzioni dei volumi di rifiuti termovalorizzati.
Concludo ricordando che sono aperto a dare spiegazioni più dettagliata in merito ad emissioni e sistemi di combustione efficenti. Scrivetemi pure!
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Inserito il 11 Nov 2007 da Ing.Savino
Benvenuti nella mia pagina web!
Ben arrivato!
Felice di avere una sua visita. Sono l'Ingegner Francesco Savino e questa è la mia pagina web. Tra le pagine di questo modesto progetto è riportato il mio Curriculum Vitae. Potrà leggerlo ed eventualmente scaricarlo. Se lo riterrà interessante, può contattarmi quando vuole!
Passo ad illustrare le origini di questa idea. Tempo fà ero lì, dietro una scrivania, come lei del resto, occupato ad inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende che mi passavano dinanzi... quando mi è venuta la voglia di pubblicarlo e di sperare che il ruolo si inverta, ovvero che non fossi io a cercare lavoro ma che fossero i datori di lavoro a scegliermi... cosa poco probabile, ma, per quello che costa (gratis!) ne vale la pena... poi, pian piano, l'idea che forse le mie esperienze potessero essere d'aiuto o di stimolo per altri... ed ecco l'idea di non limitarmi a scrivere di cosa sia capace, ma anche di come sono. Da quì l'idea del Blog che segue in basso alla pagina. Ottima guida psicologica per uno che deve scegliere tra tanta gente, non crede?
Il progetto è solo all'inizio. Non conosco nemmeno io la sua utilità... il tempo mi darà dei risultai, chissà!
Sta di fatto che un pò di gusto l'ho provato nel crearlo, data la mia forte passione informatica.
Ora la saluto e le auguro una buona permanenza. A presto!
1) Centrale a Biomassa
2) Centrale di Pompaggio
3) Ciclo combinato
4) Centrale Eolica 5) Centrale Fotovoltaica
6) Gassificazione
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