Il progetto prevede un rotore, di diametro
variabile, dotato di aspe ai cui estremi sono €œlegati€ degli aquiloni del tutto
simili a quelli utilizzati nel Kite Surfing.

Gli
aquiloni, una volta portati ad alta quota, sono mantenuti sospesi dalle forti
forze in gioco. Il vento che spira a quote comprese tra i 500 metri e i 10.000 metri, ¨
caratterizzato da una potenza al metro quadrato, pari a 2kW e da velocità che
si aggirano sui 300 km/h.
Con un complesso sistema di manovra, gli aquiloni possono essere manovrati e
fatti muovere secondo il senso di rotazione del rotore voluta. Il grande
diametro del rotore ad asse verticale, ¨ progettato con tensostrutture che,
oltre a garantire la stabilità in condizione di non esercizio, ¨ in grado di
resistere agli alti valori di tensione derivati in quota. L€™asse del rotore
trasmette il moto ad un moltiplicatore che, a sua volta, muove l€™asse di un
alternatore. La velocità di rotazione del rotore pu² essere controllata agendo
sugli aquiloni in quota. Inoltre, la potenza massima producibile ¨ funzione
quadratica del diametro del rotore e proporzionale alla quota alla quale
giungono gli aquiloni. Pi¹ si va in quota, infatti, e pi¹ cresce la velocità e
quindi la forza di trazione del vento.
Si
¨ stimato che la massima potenza ottenibile, conformemente ai limiti
tecnologici-strutturali, ¨ pari a 5.000 MWe, pari alla potenza sviluppata da 4
centrali nucleari e con costi al MWe ben pi¹ bassi.
Cosa
si aspetta dunque a promuovere il progetto? Il progetto ha mostrato i suoi
limiti nel controllo degli aquiloni. Attualmente sembra che sia stato messo a
punto un sistema elettronico in grado di controllarne il volo.
I
grandi passi avanti fatti negli ultimi anni, hanno sviluppato un modello che si
¨ ben comportato nelle simulazioni eseguite a computer ma che deve ancora
trovare riscontro nella realtà.
L€™altro
grande problema di questo progetto, stà nella poca fiducia riscontrata nelle
autorità che, vedendo probabilmente il progetto come troppo avvenieristico,
preferiscono puntare le risorse economiche della ricerca, verso progetti che
sembrano poter dare risposte pi¹ a breve termine. Nonostante i grandi
insuccessi riportati negli ultimi anni e i gap tecnologici insanabili, gli
aiuti economici alla ricerca continuano ad essere indirizzati verso tali
tecnologie.
Quanto
presentato appare la unica soluzione fattibile tenuto conto dei limiti
tecnologici attuali e che potrebbe fungere da nervo portante di un sistema energetico
rinnovabile. La sua costanza nel tempo e l€™elevata potenza sviluppabile pu²
sostituire le grandi centrali termoelettriche a combustibili fossili e pu²
essere accoppiata alle tecnologie rinnovabili, altamente sviluppate, quali il
fotovoltaico e il solare termico per coprire le punte massime di richiesta.
Il
progetto si ¨ sviluppato lentamente nel tempo, per mancanza di sponsor disposti
ad investire. Nonostante le difficoltà economiche, lo €œstatus quo€ in cui regna
la tecnologia descritta, fa ben sperare per il futuro. La sua entrata in
esercizio e la sua omologazione ¨ a due passi dall€™essere una realtà.
Servirebbero pochi fondi per dare il via ad una nuova rivoluzione energetica
mondiale.
A
quanto pare, lo scetticismo degli anni passati, inizia a fare spazio alla
fiducia, forse scaturita dalla situazione precaria in cui si presenta il pianeta
Terra. Lo stesso presidente della Regione Puglia, Onorevole Vendola, ne ha
parlato nel suo discorso di apertura della Fiera del Levante 2007. Ci² a
dimostrazione dell€™interesse che il progetto suscita nelle frange
tecnologico-progressiste della classe dirigente.
Si
spera dunque che il progetto veda presto la luce e che raggiunga quanto prima i
livelli di affidabilità ottimali tali da permettere un€™entrata prepotente nel
mercato energetico mondiale.
Per
maggiori informazioni, consultate il documento
integrale e il sito web ufficiale.