Come ben capite la guerra è viva e costante. Da una parte gli agricoltori, simil latifondisti, che nutrono i loro interessi legati alla disponibilità di terra fertile a poco prezzo, per i propri raccolti e per ricavarci pascoli per il bestiame, e dall'altra gli indios, che rivendicano le proprie terre, le stesse che hanno dato vita alle loro passate generazioni. Sulla contesa regna un oscurantismo imposto dal governo brasiliano che ha tutto il suo interesse a radere al suolo la foresta pluviale, semplicemente per due motivi:
- Aumentare gli introiti legati all'esportazione del legname;
- Aumentare il PIL incentivando l'agricoltura e l'allevamento.
Come anche nel video, non traspare alcun interesse a proteggere le terre e le comunità degli indios, che, invece, vengono arrestati ogni qualvolta tentano di far valere i propri diritti. La loro è una forza debole, fioca, che nessuno ha il coraggio di far valere, che scompare dietro le ombre della diplomazia. Noi, internauti, nuova generazione, gente contraria alla censura sull'informazione, abbiamo il diritto di diffondere queste dure realtà, queste violenze che si consumano ogni giorno e di cui non abbiamo notizia dalla TV.
Invertire la rotta si può, basta seguire piccoli accorgimenti. Innanzi tutto, quando compriamo qualcosa di legno, accertiamoci che sia marchiato FSC (
Forest Stewardship Council - consiglio internazionale per la gestione forestale). Il marchio, infatti, garantisce che il legname servito per la fabbricazione dell'oggetto, non giunge dall'Amazzonia. Tale marchio, inoltre, ci assicura di acquistare prodotti non fabbricati con legno tagliato illecitamente, come quello che arriva sulle coste portoghesi o spagnole, dal Cile e dalla Colombia.
L'altro accorgimento sta nello scrivere una email al "
Ministério Público Federal de Mato Grosso" (E-mail) denunciando il massacro sociale e ambientale in atto.
Tutti hanno diritto a vivere la propria vita come Natura concede, compresi gli Indios dell'Amazzonia. Non possiamo permettere che gli interessi economici distruggano realtà sociali che andrebbero preservate perchè patrimonio mondiale dell'umanità. E poi... come mai "sentiamo" da troppo tempo, questo silenzio irreale che avvolge il Mato Groso? Sarà che ancora una volta i mezzi di informazione sono nelle mani dei potenti, gli stessi che nutrono interessi economici sul polmone della Terra? Solo un'ultima considerazione: Il prezzo del legno cresce sempre più...