Protocollo di Kyoto - L'Italia e i suoi problemi...
“Serve una Rivoluzione!”: è il monito lanciato dall’ex presidente dell’UE, Jose Manuel Barroso, in merito alla politica ed alla situazione ecologica in cui verte il nostro Paese. L’appelllo, indirizzato alle grandi potenze economiche non firmatarie del protocollo di Kyoto (USA) e a quelle che hanno incominciato ad affaciarsi prepotentemente sul mercato internazionale (Cina…), si rivolge anche ai paesi dell’UE inadempienti o che palesano un ritardo sull’applicazione di misure già adottate circa la riduzione di emissioni, quale è il caso dell’Italia.
In ambito nazionale, infatti, si stanno ancora ricercando le opportune modalità operative di riduzione settoriale, a causa dei disagi e dei rallentamenti indotti dalla cavillosità e staticità conservatorista del mercato economico interno italiano; la UE, invece, in un’ottica fortemente lungimirante, sta ponderando risoluzioni che, entro il 2020, possano incrementare il fabbisogno energetico del 20%, attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le problematiche e gli impedimenti principali della nostra economia, come specificato nell’ultimo rapporto dell’UE, risiedono principalmente nell’ambiguità dell’attuale disegno politico nazionale, nelle restrizioni amministrative insite nell’iter burocratico, nel forte potere di mercato esercitato dai colossi energetici italiani ENI ed ENEL. La questione più nodosa da risolvere, tuttavia, risiede nel rapporto tra produzione e distribuzione dell’energia: una separazione delle proprietà, in unione a misure radicali che assicurino la concorrenzialità, possono inaugurare un mercato votato a flessibilità e dinamicità che sia in grado di esercitare un forte potere attrattivo su potenziali e nuovi investitori. L’interesse dei privati verso il settore energetico, infatti, sta crescendo incipientemente ed in modo spropositato rispetto allo stato dei conti di emissione registrato negli ultimi anni. Il forte scarto e contrasto tra le due tendenze in atto conferma i contenuti del rapporto dell’UE: l’Italia, nonostante abbia registrato un forte sviluppo nei settori dell’eolico, del biogas e del biodiesel, è ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi prefissati e dal coseguimento di esiti ottimali. La situazione economica attuale indiscutibilmente non favorisce l’ ottenimento di esiti importanti, per un paese distratto dalla riforma pensionistica e dall’attuazione di nuove politiche socio-economiche in fase di assesto. La complessità e capziosità dell’apparato burocratico dilata i tempi di ottenimento di autorizzazioni e di consensi, arresta ed intimorisce i potenziali investitori che necessitano di tempi brevi per l’ammortamento degli oneri economici sostenuti. Al contesto, criticamente dipinto, va addizionato l’indefinito quadro, illustrato nel PNE, per calcolare i 41,0 Mt CO2 eq., scarto rispetto allo scenario referenziale. Non vengono stimate, in particolare, le percentuali di CO2 da ridurre con meccanismi flessibili come i CDM e gli JI,e risulta palese il senso di superficialità con il quale viene argomentato il possibile ritardo accumulato al 2012. Traspare, dunque, una forte fede nel mercato e nella possibilità eventuale di acquisizioni di diritti di emissione secondo quanto previsto dall’Emission Trading. La convenienza economica nell’acquisto di tali diritti, come previsto da analisi di mercato su proiezioni al periodo 2008-2012, eclissa la presenza di una profonda coscienza nazionale ecologica ed evidenzia come l’obiettivo principale non sia quello di salvaguardare il pianeta per le generazioni future, ma quello di non perdere il treno sul quale viaggiano i restanti paesi europei.
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Inserito il 20 May 2007 da Ing.Savino
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Felice di avere una sua visita. Sono l'Ingegner Francesco Savino e questa è la mia pagina web. Tra le pagine di questo modesto progetto è riportato il mio Curriculum Vitae. Potrà leggerlo ed eventualmente scaricarlo. Se lo riterrà interessante, può contattarmi quando vuole!
Passo ad illustrare le origini di questa idea. Tempo fà ero lì, dietro una scrivania, come lei del resto, occupato ad inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende che mi passavano dinanzi... quando mi è venuta la voglia di pubblicarlo e di sperare che il ruolo si inverta, ovvero che non fossi io a cercare lavoro ma che fossero i datori di lavoro a scegliermi... cosa poco probabile, ma, per quello che costa (gratis!) ne vale la pena... poi, pian piano, l'idea che forse le mie esperienze potessero essere d'aiuto o di stimolo per altri... ed ecco l'idea di non limitarmi a scrivere di cosa sia capace, ma anche di come sono. Da quì l'idea del Blog che segue in basso alla pagina. Ottima guida psicologica per uno che deve scegliere tra tanta gente, non crede?
Il progetto è solo all'inizio. Non conosco nemmeno io la sua utilità... il tempo mi darà dei risultai, chissà!
Sta di fatto che un pò di gusto l'ho provato nel crearlo, data la mia forte passione informatica.
Ora la saluto e le auguro una buona permanenza. A presto!
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