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Il seguente studio nasce dalla necessità di conoscere lo Status Quo energetico italiano. Non possiamo infatti muoverci nel mercato energetico senza avere una macro visione del contesto nostro d'azione.
La sua realizzazione è a cura di Ing. Francesco Savino, Ing. Domenico Conte e Ing. Marco Monno.
PAROLE CHIAVE: |
Energia Rinnovabile |
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Piano Nazionale Energetico |
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Scenario Tendenziale Energetico |
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Diritti di Emissione |
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Protocollo di Kyoto |
Codice UNESCO: |
3308 Ingegneria e Tecnologia dell'Ambiente |
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___ 3308.99 Altro (Protocollo di Kyoto) |
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3322 Tecnología Energetica |
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___3322.05 Fonti non Convenzionali di Energía |
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5310 Economia Internazionale |
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___5310.09 Relazioni Commerciali Internazionali |
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5312 Economía Settoriale |
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___5312.05 Energía |
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5312 Economía Settoriale |
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___5312.12 Trasporti e Comunicazioni |
INDICE
• INTRODUZIONE
• STATISTICHE E METODOLOGIA
• DATI OTTENUTI
• RIDUZIONE D'EMISSIONI
• PREVISIONI TENDENZIALI
• OBIETTIVO DI RIDUZIONE
• EMISSIONI DI UTILIZZO PER FONTE
• SCENARIO TENDENZIALE AL 2010
• MODALITÀ SCELTE DI RIDUZIONI
• SCENARIO DI RIFERIMENTO
___ Ingegneria elettrica
___ Trasporti
___ Civile
___ Gestione del suolo ed forestazione - CER
• ULTERIORI MISURE DI RIDUZIONE DI GHG
___ Livello nazionale
___ Livello internazionale
• CONCLUSIONI
• PROPOSTE ESECUTIVE
INTRODUZIONE
Il protocollo di Kyoto è stato adottato dalla terza Conferenza dei Paesi firmatari della convenzione sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il protocollo contempla la riduzione delle emissioni di sei tipi di gas (anidride carbonica, protossido di azoto, metano, idrofluorocarburi, perfluorocarburi e esafluoruro di zolfo) che causano effetto serra e promuove la protezione e l'espansione forestale come obiettivi dell'assorbimento dell'anidride carbonica (CO2).
Il protocollo prevede impegni di riduzione dei gas serra da parte dei paesi firmatari, da mettere in pratica nel periodo 2008-2012 con rispetto ai livelli di emissione di anidride carbonica, metano ed ossido di azoto del 1990, mentre per i gas fluorurati si permette al paese di scegliere il 1990 oppure il 1995 come anno base. Gli obiettivi devono essere raggiunti nei 5 anni tra il 2008 e il 2012. I paesi industrializzati, responsabili per più del 70 % delle emissioni globali, dovrebbero realizzare una riduzione delle sue emissioni del 5,2 %. Gli obiettivi stabiliti per ogni paese variano come nel caso della Russia, da percentuali di riduzione tra il 6 % (Giappone) all' 8 % (UE); l'obiettivo per l'Italia è la riduzione del 6,5 %.
La ratificazione nazionale di riduzione delle emissioni si ha con la legge 120 del 1° Giugno 2002
PIANO ENERGETICO NAZIONALE 2003-2012

STATISTICHE E METODOLOGIA
Emissioni del 1990
I dati storici relativi alle emissioni di gas serra per l'Italia sono quelli elaborati dall'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT) e sono calcolati in conformità a metodi globali stabiliti a livello internazionale.
Il metodo di calcolo adottato dall'APAT, è fondamentalmente il Coordination Information Air, CORINAIR, dell'Unione Europea integrato con l'Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC) limitatamente ad alcuni attività.
I dati di emissione sono classificati come previsto per il Common Reporing Format (CRF), ovvero vengono studiati in conformità al volume richiesto dall'UNFCCC sulla trasmissione degli inventari nazionali.
L'inventario APAT, per quanto concerne le emissioni del consumo di energia, elabora i dati del Bilancio Energetico Nazionale, BIEN, semplicemente moltiplicando i combustibili consumati, espressi in quantità metriche, per un coefficiente di emissione di CO2 caratteristico del combustibile; i coefficienti usati sono riportati nella seguente tavola. I coefficienti, sono stabiliti dall'UNFCCC che, in passato, li ha rivisti più
volte con l'affinarsi delle tecniche e dei metodi di misurazione.
DATI OTTENUTI
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Di seguito si riporta la tavola sinottica, elaborata nel corso del 2001 dall'APAT, relativa alle emissioni nazionali degli anni 1990, e comunicate dal "Ministero dell'Ambiente e la tutela del Territorio" al Segretariato delle Nazioni Unite per la Convenzione sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) ed alla Commissione europea.
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REDUZIONE NELL'EMISSIONI
Le emissioni dell'anno di riferimento 1990 sono diverse rispetto a quanto indicato all'Italia nella Seconda Comunicazione Nazionale effettuata nel 1997. L'obiettivo di riduzione per l'Italia è emettere non più di 487,1 Mton eq CO2 nel periodo 2008-2012 che corrisponde ad una riduzione del 6,5% rispetto alle emissioni del 1990 pari a 521,0 Mton eq CO2.
PREVISIONI TENDENZIALI
OBIETTIVO DI RIDUZIONE
EMISSIONI PER FONTE DI EMISSIONE
Le tendenze di emissioni considerate sono poste in relazione ai consumi energetici.
Si deducono i bilanci energetici per l'anno 2000, bilancio di entrate ed uscite al 2010 (proiezioni) che offrono una visione globale dell'andamento dei consumi energetici per fonte, in Mtep.
nel bilancio energetico il segno ‘neg‘ negativo evidenza che l'energia elettrica prodotta dalle fonti primarie è destinata all'utilizzo nei settori finali. Le quantità di energia elettrica prodotta sul territorio italiano (quantità indicata con segno negativo), è
inferiore rispetto alla consumata nei vari settori tra cui quello della trasformazione, per una somma uguale alle importazioni dall'estero
SCENARIO TENDENZIALE AL 2010
I principali cambiamenti del periodo 2000-2010 possono essere sintetizzati in una forte crescita dei consumi di gas (+29%), principalmente nel settore elettrico (+42%) e nei settori residenziali e dei servizi (+33%), la crescita dei consumi elettrici (+7%), principalmente nel settore industriale e nei settori residenziali e dei servizi, e da una leggera diminuzione dei consumi di petrolio (-2,4%), per la riduzione dell'impiego nei settori della generazione di energia nelle industrie e nell'ambito residenziale e dei servizi. Rimane significativo l'impiego del carbone (+14%), dovuto al suo basso prezzo rispetto al petrolio.
Settore Elettrico
Lo scenario tendenziale del settore elettrico parte dalle misure avviate nel 2002 sulla base della legislazione vigente. Si prevedeil compimento dei programmi di investimento legati al CIP 6/92; obbligo di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sul totale prodotto da fonte fossile come stabilito dall'articolo 11 del decreto legislativo 79/99; in particolare la produzione da fonti rinnovabili, escluso la idroelettrica, passa da 7 TWh nel 2000 a 12 TWh nel 2010, con una capacità che duplica da 1700 a 3700 MW. Il DPCM del 4 agosto del 1999 definisce le modalità di cessione di circa 15 mila MW da parte di ENEL attraverso la creazione di tre nuove società elettriche con l'obbligo di conversione a ciclo combinato a gas di installazioni esistenti ad olio per circa 10 mila MW; conversione a carbone della centrale di Torre Valdaniga Nord di Civitavecchia ed ad Orimulsion di quella di Porto Tolle. Con rispetto allo scenario, in assenza di tale opzione, l'attività evidenzia un aumento relativamente contenuto pari a 4,5 Mton. Il tasso di crescita della domanda elettrica è considerata prossima al 2 percento, con un incremento della richiesta sulla rete di 299 TWh nel 2000 a 364 TWh nel 2010.
Settore agricoltura
Questo settore si caratterizza per la crescita contenuta dell'agricoltura (0,6% annuale e lieve introduzione del gas), con conseguente basso incremento delle emissioni di CO2.
Settore civile
Per quanto concerne il settore residenziale, si ipotizza che i metri quadrati delle abitazioni crescano del 1,6% annuali, tasso che progressivamente si riduce fino all'1,3% nel 2010 tenendo conto di fenomeni di saturazione. Sono stati avviate alcune misure di riduzione delle
emissioni di gas serra. I principali sono quelli riguardanti il contenimento del consumo di energia negli edifici. (Efficienza Energetica)
Settore trasporti
Le proiezioni dello scenario tendenziale sono state effettuate considerando una crescita del PIL del 2% ed una leggera diminuzione di velocità nella crescita del parco automobilistico.
Settore industria
Come per tutti i settori, anche per l'industria lo scenario tendenziale incorpora alcune misure di riduzione già attive. Per esempio è stato considerato l'effetto della legge 10/91 riguardante l'introduzione della relazione "energy manager" in base alla quale, tutte le aziende operanti nel settore industriale che hanno avuto un consumo di energia superiore a 10mila tonnellate equivalenti di petrolio nell'anno precedente (tep) devono comunicare al "Ministero delle attività produttive" il nome del tecnico responsabile "per la conservazione e l'uso responsabile dell'energia." SCENARIO STORICO DELLE MISURE PER RIDURRE LE EMISSIONI
SCENARIO DI RIFERIMENTO
SCENARIO DI RIFERIMENTO
In complesso queste misure, incluse quelle relative ai crediti di carbonio ottenute da progetti di Joint Implementation e Clean Development Mechanism, potranno permettere riduzioni di emissioni per 51,6 Mt CO2 eq. nel periodo 2008-2012 per raggiungere il valore di 528,1 Mt CO2 eq. Le misure di carattere nazionale previste, saranno la predisposizione di specifiche normative, come anche la contestuale implementazione di politiche più generali, non strettamente di carattere ambientale, in particolare:
1) modernizzazione del paese con la realizzazione di opere infrastrutturali: importante è quanto previsto nel settore dei trasporti, col passaggio al trasporto su ferrovia e su acqua, per far fronte ai problemi urgenti di inquinamento da traffico su gomma in fase di saturazione;
2) realizzazione di nuove centrali a ciclo combinato e di nuove linee di importazione dall'estero di gas ed elettricità che favoriscano l'entrata di nuovi operatori, migliorando l'efficienza energetica e creando le condizioni essenziali per la riduzione dei prezzi dell'elettricità e del gas nel contesto di politiche di liberalizzazione del mercato dell'energia;
3) gestione integrata del territorio e dell'ambiente con lo sfruttamento delle energie rinnovabili, la realizzazione e gestione efficiente di catene industriali integrate; si fa espresso riferimento all'energia eolica, alla gestione dei residui e allo sfruttamento delle biomasse.
SCENARIO DI RIFERIMENTO: Industria Elettrica
Le politiche intraprese nel settore elettrico, che definiscono lo scenario di riferimento, riguardano:
- Realizzazione di 3200 MW a cicli combinato addizionali;
- Espansione delle linee di importazione di elettricità per circa 2300 MW (linea Italia-Grecia);
- Espansione delle linee di importazione di elettricità per circa 2300 MW
… in relazione all'aumento della domanda nei differenti settori:
SCENARIO DI RIFERIMENTO: Trasporti
Complessità nell'attuare gli interventi: contesto caratterizzato da una forte crescita dei consumi e presenza di più di 40 milioni di proprietari di autoveicoli.
Le misure previste e incorporate nello scenario di riferimento sono classificate in tre categorie:
1 - Passo a carburanti a minore densità di carbonio (LPG, metano, pile a combustibile)
1.1 - Metano: - disponibilità molto elevata; - difficoltà nello sviluppo di una rete di distribuzione diffusa e moderna che permetta tempi di rifornimento competitivi con quelli degli altri carburanti; - progetti adottati: Autobus a metano;
1.2 - LPG: - facilità nella distribuzione; - accordi già in atto con case automobilistiche per autotrazioni dedicate; - parco automobilistico denso a causa degli incentivi statali degli anni '88 / '99.
2 - Sistemi di ottimizzazione del trasporto privato
2.1 - Car pooling: - divisione tra più utenti dei veicoli privati, coordinati dai gestori locali della mobilità;
2.2 - Car sharing: - costituzione di unità operative all'interno delle imprese di trasporto pubblico locale che dà vita ed organizzino la gestione comune di un parco veicoli utilizzabili da una pluralità di utenti;
2.3 - Taxi collettivi: - promozione di trasporto intermedio tra l'autobus pubblico ed il taxi privato;
2.4 - Sistemi informatico-telematici per trasporto merci: - 50 percento dei camion sulla rete stradale italiana, viaggiano a carico nullo!! promosso ulteriormente l'Accordo Volontario con Federtrasporto, con incentivi per la realizzazione di uno o più centri di coordinazione. (acqua minerale)
3 - Nuove infrastrutture e incentivazione di quelle esistenti
3.1 - Trasporto su acqua: Realizzazione delle progetto "Autostrade" del mare: - la ristrutturazione e modernizzazione delle strutture portuali per restituire l'Italia al centro dei flussi di trasporto del Mediterraneo.
3.2 - Trasporto su acqua: Ripresa e sviluppo delle vie di acqua interne: - "quadrilatero petrolchimico" Mantova - Marghera - Ferrara - Ravenna e l'area mestrinotrevigiana;
3.3 - Trasporto ferroviario - Estensione della rete ferroviaria locale: - attenzione alle connessioni merci intermodulari ferro-gomma e ferro-barca.
Campagne promozionali ed accordi con imprese energetiche per la promozione dell'efficienza energetica e la diffusione di tecnologie più efficienti (caldaie più efficienti, lampade fluorescenti, collettori solari per la produzione di acqua scaldi etc...).
SCENARIO DI RIFERIMENTO: EMISSIONI
Inserendo sullo scenario tendenziale, le riduzioni ottenute per le già avviate politiche anteriormente esposte, si giunge alla definizione dello scenario di riferimento che si basa su una crescita del PIL del 2%:
SCENARIO DI RIFERIMENTO: Gestione Forestale e del Suolo - CER
1- Misure Nazionali ed Internazionali
-- Problema di sottostima in sede UNFCCC: - necessità di rettificare il valore dell'inventario forestale nazionale in sede FAO ed attivare un canale diplomatico in sede UNFCCC;
-- Indicazioni sulle caratteristiche dell'installazione: - finalità di massimizzare la CO2 fissata e produzione di crediti per il maggiore tempo possibile;
-- t-CER: - analisi dei benefici economici tra crediti di emissioni persi e possibilità di vendita di legno;
-- Afforestamento e rimboschimento - JI e CDM: - strategie di riduzione di emissioni molto redditizia per il basso costo del suolo nei paesi in via di sviluppo.
ULTERIORI MISURE DI RIDUZIONE D'EMISSIONE DI GHG - AMBITO NAZIONALE
Potencialità: 32,5 – 47,8 Mt CO2
1 – Settore dei Trasporti
-- Misure tecnologico-fiscali: -1 integrazione concessa a Fiat-Acea per lo sviluppo di automobili ad emissioni medie di CO2 inferiori a 120 g/Km (5 Mt eq. CO2); -2 Incentivi in conto capitale alla sostituzione di automobili esistenti con nuove automobili a consumi unitari inferiori a 5 lt/100 km (5 Mt eq. CO2); -3 Miglioramento dell'efficienza energetica nei veicoli di trasporto pesante (0,3-0,8 Mt eq. CO2); -4 Biocarburanti (4 Mt eq. CO2); -5 Revisione del metodo di calcolo dell'imposta di proprietà dei veicoli (1,3-1,8 Mt eq. CO2); -6 Possibile estensione a tutto il territorio nazionale della misurazione annuale dei gas di scarico dei veicoli, campagna "Bollino Blu " (1,3 Mt eq. CO2); -7 Miglioramento della qualità e standardizzazione carburanti (standard LPG e Metano - Solfuri nelle Benzine); -8 Promozione di campagne di sensibilizzazione sulle modalità di direzione dei veicoli (0,2 Mt eq. CO2); -9 Piani urbani di mobilità (PUM) (1,5-3 Mt eq. CO2); -10 soluzioni informatiche e telematiche (0,5 Mt eq. CO2).
-- Misure infrastrutturali: - 1 promozione e sviluppo del trasporto automobile in treno. Si può prevedere un accordo di programma con Trenitalia Spa. (0.6 Mt eq. CO2) -2 Riorganizzazione del traffico nelle città per mezzo di a) car-pricing che è l'imposizione di una tariffa per l'accesso veicolare in aree metropolitane. Introduzione del b) taxi bus. c) Attivazione sistemi informatizzati per la gestione del traffico e controllo semaforico. d) Limitazione dell'accesso ai centri storici secondo i livelli d'emissione dei veicoli (0.4 Mt eq. CO2) -3 Piani di innovazione e di investigazione per lo sviluppo di progetti su veicolo più efficienti. (1.7 Mt eq. CO2/anno fino al 2010 e 24 Mt eq. CO2 a regime).
2 – Settore Industriale
-- Incremento dell'efficienza dei motori industriali: la realizzazione di tale politica può essere realizzata cofinananziando l'attività di investigazione e la riconversione delle linee di produzione della nuova generazione di motori, high efficency. Un meccanismo di incentivo al rinnovo del parco macchine industriale è il "Credito d'Imposta" (1-3.6 Mt eq. CO2).
-- Miglioramento dell'efficienza del parco trasformatori (1 Mt eq. CO2);
-- Elevazione standard COS(φ) a 0.95 (0.5 Mt eq. CO2
-- Cogenerazione nel settore industriale (0.8-1.5 Mt eq. CO2);
-- Produzione dell'energia da residui (1.8-3 Mt eq. CO2);
-- Aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili tra 500-1200 MW: -1 Estensione dell'uso diretto dell'energia termica: Una domanda dell'energia, che può soddisfarsi con fonti rinnovabili, è rapresentata dalle applicazioni termiche a bassa temperatura. L'energia solare si sviluppa per gli impianti di piccola scala; questo permette una diffusione a livello locale (2 Mt eq. CO2); -2 Investigazione e sviluppo nel settore fotovoltaico: è il settore con maggiori possibilità di registrare un elevato breakthrough tecnologico nei prossimi anni.
3– Settore civile
-- Estensione dei decreti per l'efficienza degli usi finali. I decreti ministeriali del 2001 hanno valenza fino al 2010 con lo stesso incremento del periodo 2002-2006.
Si ottiene una reduzione in CO2 (rispetto alle stime ottenute per l'anno 2006) che si colloca in un range tra 3.8 e 6.5 MtCO2, con un investimento al 2010 che può oscillare tra 19 e 33 milioni di euro.
4 – Agricoltura
-- Riduzioni delle emissioni che possono prodursi con gli usi di fertilizzanti, e pertanto ad un controllo dei consumi e delle conseguenti emissioni del protossido d'azoto dal suolo agrícolo. La riduzione stimata è di 0.46 MtCO2 eq;
-- Emissioni di metano da discariche: Il processo consiste nella copertura della montagna di residui in forma liquida e nell'invio del biogas prodotto ai sistemi di combustione o di cogenerazione. Si stima una riduzione delle emissioni del metano tra 7 e 39 kt l'anno;
-- Riduzione delle emissioni di CO2 legate ai consumi energetici in agricoltura: Se si assume che l'agricoltura biologica ha un consumo energetico specifico inferiore del 30% rispetto a quello dell'agricoltura tradizionale, proiettando la tendenza attuale di sviluppo del settore fino al 2010, le emissioni evitate potrebbero arrivare a 0.28-0.34 MtCO2;
-- Emissioni da processi industriali non energetici - è prevista una riduzione delle emissioni di N2O nelle centrali di produzione di acido adipico ed acido nitrico;
-- Residui: Stabilizzazione frazionata organica e recupero energetico –1 Riduzione al 2010 della frazione biodegradabile di RU in discarica del 50% rispetto al 1995 come da Direttiva 99/31/CE (0.28-0.34 MtCO2) –2 Raggiungere, al 2010, la soglia del 30% di RU trattato per uso energetico così da produrre un incremento di 500MW di capacità elettrica rispetto all'ano 2000 (0.33 MtCO2).
ULTERIORI MISURE DI RIDUZIONE D'EMISSIONE DI GHG - NIVEL INTERNACIONAL
1- Opzioni per ulteriori misure internazionali di riduzione
-- Adozione dei meccanismi flessibili JI e CDM. Questi meccanismi hanno una funzione complementare all'azione politica sul territorio nazionale, in ragione della loro maggiore convenienza in termini di costi unitari di riduzione delle emisioni. Con l'utilizzo dei meccanismi flessibili si stima una riduzione di emissione dell' 8.21 - 8.89 Mt di CO2eq. Emergono, da parte di ENI, potenzialità elevate di progetto di CDM per la riduzione di gas flaring e gas venting in paesi in cui ENI ha interessi petroliferi.
Come esempio, le azioni di riduzione nei "campi olio " in Nigeria possono produrre reduzione di circa 12 Mt/a di CO2eq, usando diverse tecnologie come la re-iniezione nel giacimento, generazione elettrica di cicli combinati a gas, processi di liquefazione del gas naturale (GPL dei treni), ecc... I progetti di flaring-venting che portano riduzione d'emissioni, hanno tutte le caratteristiche per essere riconosciuti come CDM, per cui portano un contributo notevole in termini di riduzione di CO2eq per l'Italia.
Le iniziative di JI e CDM nel settore elettrico, si sono riassunte nei seguenti campi progettuali:
- Costruzione di parchi eolici;
- Trasformazione di centrali a carbone in cicli combinati con alimentazione a gas;
- Modernizzazione di centrali a carbone cambiando bruciatori e caldaie.
L'aspetto che aumenta la complessità dei benefici è rappresentato, in primis, dall'incertezza del prezzo di vendita dell'elettricità prodotta e dal costo dell'inversione. Pertanto tali iniziative possono avere costi netti negativi o positivi, a seconda del paese in cui si realizza il progetto.
I comportamenti anomali delle inversioni introdotte come eventuali processi di inflazione nel paese ospitante, possono portare VAN negativo. Normalmente, anche nei casi peggiori con VAN negativi, il costo netto dell'unità di CO2 non supera 10 euro.
Italian Carbon Fund (ICF)
Nell'inverno di 2003 la banca mondiale ha stipulato un accordo col Ministero Italiano dell'Ambiente e del Territorio per istituire un fondo per l'acquisto di riduzioni di emissioni da progetti in paesi sottosviluppati o con economie in transizione, compatibili con i requisiti dei meccanismi del protocollo di Kyoto, i CDM e i JI.
Il fondo ha una capitale iniziale di 15 milioni di dollari finanziati dal Ministero dell'Ambiente e del Territorio. Questo budget iniziale è destinato ad aumentare nel tempo. Il contributo minimo per i partecipanti è di 1 milione di dollari. L'insieme dei progetti sviluppati con l'Italian Carbon Fund si diversifica per tipi di tecnologie, come la Carbon Sequestration, e per regioni geografiche tra le quali figura la Cina, la regione Mediteranea, l'America Latina e centrale, i paesi dei Balcani e del Medio oriente. Contestualmente, l'Italian Carbon Fund appoggia le nazioni sottosviluppate verso uno sviluppo sostenibile rendendo disponibili investimenti sostanziali in tecnologie e nei servizi energetici.
Attività di cooperazione dell'Italia
Il Ministero ha accordi di cooperazione bilaterale (MoU - Memorandum of Understanding) con Algeria, Egitto, Israele, Marocco e Tunisia, e in fase iniziale con Cipro, Giordania, Yemen, Libano, Libia, Iran e Malta nel Mediterraneo; ha firmato MoUs con Serbia, Bulgaria e Moldavia, e sta avviando relazioni di cooperazione con Croazia, Slovenia, Romania, Polonia e Kazakhistan nel centro ed est europeo; ha sottoscritto accordi numerosi di cooperazione in materie specifiche con la Cina, e sta avviando relazioni con Brasile, Argentina, El Salvador, Guatemala, Messico, Perù.
I programmi già in corso stanno promuovendo la realizzazione di progetti, in campo ambientale, di interesse comune, tra i quali: energie rinnovabili, la protezione della natura e della biodiversità, gestione e protezione delle risorse idriche, lotta alla desertificazione, agricoltura sostenibile ed eliminazione del bromuro metilico, programma di assistenza tecnica e di capacity building, finalizzato allo sviluppo sostenibile.
CONCLUSIONI
1) L'Italia, ha registrato un forte sviluppo nei settori dell'eolico, del biogas e del biodiesel; è però ancora lontana dagli obiettivi stabiliti e dall'ottenere i risultati ottimali da ciascuna iniziativa intrapresa;
2) La convenienza economica nell'acquisizione dei diritti d'emissione, come previsto dall'analisi di mercato su proiezioni al periodo 2008-2012;
3) Differenzia tra il piano nazionale e le applicazioni reali.
PROPOSTE ESECUTIVE
• Salvaguardia coste e applicazioni eoliche
• Installazioni geotermiche
• Energía Nuclere Si o No
• Energia fotovoltaica
• Ottimizzazione della filiera del RU
FINE
La pubblicazione e la traduzione dalla lingua spagnola, sono a cura dell'Ing. Savino Francesco.
I diritti sul presente documento sono riservati e di proprietà dei redattori. Se vuole copiare l'intero documento o solo una sua parte, mi contatti pure. Non violi le leggi del copyright!
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